Il personaggio che più si contrappone ad Orlando è suo cugino Rinaldo,
eroe che nelle Chanson de Geste ha la stessa funzione, ma con qualche decisiva differenza.
Rinaldo è figlio del duca Amone di Dordona, fratello di Milone
d'Anglante, e di Beatrice, sorella di Namo di Baviera.
In Francia è considerato il miglior paladino dopo il cugino Orlando, ma la
differenza di valore tra i due è veramente minima.
A Rinaldo ed ai suoi numerosi fratelli è stata affidata da Carlo Magno la
difesa della Rocca di Montalbano, tra la Guascogna e i Pirenei, sul confine Spagnolo.
Purtroppo la rocca è costituita da un brullo monte,
in una zona povera; a questo si aggiunge il fatto che Rinaldo deve mantenere un
grosso esercito di confine e i fratelli Guicciardo, Alardo e Ricciardetto,
enumerati in ordine d'età nell'Orlando innamorato e in altri poemi.
Nell'Orlando furioso
il fratello minore viene sdoppiato in Ricciardo e Ricciardetto,
inoltre, nel corso del poema si aggiunge il fratellastro Guidone Selvaggio, che
però in altri poemi è identificato come figlio di Rinaldo.
Il paladino viene perciò descritto come un cavaliere povero e vestito in
modo trasandato, dal carattere ribelle e pratico che, pur essendo pronto ad aiutare
i deboli ed appianare le ingiustizie, secondo i dettami cavallereschi, non esita
ad approfittare di tutte le occasioni che gli capitano.
Rinaldo, infatti, deruba i viandanti che attraversano Montalbano,
violenta dame e damigelle che gli arrivano sotto tiro ed è guardato
con sospetto da Carlo Magno, a cui spesso si ribella muovendo guerra con tutti i
fratelli.
Al contrario di Orlando appare smaliziato e piuttosto piacevole per le donne, ha
una moglie di nome Clarice, la sua ottima spada è chiamata Frusberta ed il
suo cavallo Baiardo è un veloce e resistente destriero a cui suo cugino,
il mago Malagigi, ha donato un intelligenza quasi umana, rendendolo un valido aiuto
in mille occasioni. Da giovane ha conquistato un elmo fatato combattendo col
feroce Mambrino. Viene anche ricordato che ha abbattuto Don Chiaro.
Nel poema
In Orlando innamorato, uno smaliziato Rinaldo desidera come tutti la bella
Angelica, principessa del Catai, non appena la vede apparire. Con gli altri
eroi, perciò, accetta la sfida del fratello della fanciulla, l'Argalia.
Quando i duelli sono mandati a monte dal cocciuto Ferraù, il paladino
decide di inseguire Angelica, ma beve innavertitamente alla fonte dell'odio,
mentre questa beve alla fonte dell'amore.
I due perciò si scambiano i ruoli di innamorata e fuggitivo: Rinaldo torna
alla corte di Carlo Magno e per lui e per il possesso del proprio cavallo, si batte
con re Gradasso. Imbrogliato da Angelica, non può andare al duello decisivo
con l'avversario e finisce per magia in Oriente dove si allea con i nemici della principessa
del Catai, giungendo perfino a battersi contro Orlando. Frattanto Gradasso riesce
ad impossersarsi del suo cavallo Baiardo, ma Astolfo d'Inghilterra, altro
cugino di Rinaldo, riesce a recuperarlo. Astolfo gli porta in oriente Baiardo e
quando vede la disputa si schiera dalla parte di Rinaldo.
Nel duello con Orlando, però il signore di Montalbano sta per soccombere;
Angelica, sempre innamorata di lui, fa interrompre il duello e invia Orlando
al giardino di Falerina. Quando si riprende, Rinaldo insegue il cugino e nelle
molte avventure che seguono, dalla Fata Morgana alle Isole Lontane, fa pace con
il valoroso conte e decide di tornare in Francia.
Giunto a destinazione, beve ancora una volta e contemporaneamente ad Angelica
alle fonti dell'odio e dell'amore. Ancora una volta i due si scambiano i ruoli e Rinaldo
riprende il duello con Orlando per il possesso di Angelica.
L'imperatore Carlo Magno, preoccupato per l'invasione degli Africani e degli Spagnoli,
divide i contendenti e promette che chi ucciderà più nemici avrà
in premio la bella. Il signore di Montalbano impegna duramente Ferraù,
ma la disfatta francese sui Pirenei, impedisce all'imperatore di mantenere la promessa.
Il seguito è nell'Orlando furioso, dove Rinaldo viene inviato in Gran Bretagna
per cercare aiuti e rinforzi.
Giunto in Scozia, apprende che la principessa Ginevra è accusata di tradire
il suo fidanzato; convinto che nessuno debba essere biasimato se dà amore,
si mette alle sue difese, per poi scoprire l'innocenza di Ginevra.
Radunato l'esercito, salva Parigi assediata e partecipa al successivo contrattacco ad Arles.
Aiutato dai suoi fratelli, a cui si è aggiunta la sorella Bradamante e il
fratellastro Guidone Selvaggio, il signore di Montalbano fa vincere a Carlo Magno
numerosi scontri.
A questo punto, i due eserciti decidono di finire la guerra con un duello tra
due campioni. Vengono prima scelti Rinaldo per i cristiani e Gradasso per i mussulmani,
ma quest'ultimo riesce ad acciuffare il cavallo Baiardo. Soddisfatto di quanto
ha ottenuto, Gradasso scappa e il duello viene rifatto con Ruggero.
Questi è però innamorato di Bradamante, quindi si limita alla difesa,
per non offendere il futuro cognato; Rinaldo, invece, pur pregato da Bradamante,
non ha riserve e cerca in tutti i modi di ucciderlo. Quando gli Africani si rendono
conto dell'imminente sconfitta, interrompono il duello e passano all'attacco.
Rinaldo partecipa alla battaglia in cui i Francesi escono vincitori.
Finalmente il mago Malagigi riesce a sapere dell'incantesimo d'amore che lega Rinaldo
ad Angelica e lo scioglie immediatamente.
Levatosi dalla testa la principessa, il signore di Montalbano viene a conoscenza
che re Agramante si è rifugiato a Lampedusa con re Gradasso, vi accorre
per recuperare Baiardo, ma arriva quando Orlando ha già vinto.
Infine, tornato in Francia, appoggia Ruggero convertito quando chiede in sposa
sua sorella Bradamante, a dispetto del padre e della madre, che sono contrari.
Ne I cinque canti riprende il suo carattere ribelle; imbrogliato da Gano,
crede che l'imperatore lo voglia diseredare, perciò si allea con i suoi nemici
e scende in guerra contro Carlo, giungendo ancora una volta a combattere contro Orlando.
La fine
Altre canzoni ricordano che alla fine, Rinaldo, scampato al massacro di Roncisvalle;
vendica il cugino Orlando, poi, stanco della vita mondana, si rinchiude in un monastero
dove diviene frate e muore in santità.
Un uomo da imitare
Con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, Rinaldo appare come una persona perfettamente
equilibrata, al contrario di Orlando:
Coglie tutte le occasioni che gli capitano, sia che si tratti di accaparrare
soldi che di approfittare delle donne.
Se forza una ragazza nell'amore è perchè è convinto
che anche lei ne sia felice!
In realtà, quando è innamorato di Angelica, lei lo fugge e
quando la odia lei lo cerca, proprio come avvine nella vita reale nei rapporti
tra uomo e donna.
Se non approfitta di Fiordelisa quando rimangono da soli, è
perchè ha appena bevuto alla fonte dell'odio, perciò, oltre ad
essere schifato da Angelica,è indifferente a tutte le altre fanciulle.
Naturalmente Fiordelisa ci rimane male!
Aiuta Ginevra, anche se accusata di adulterio, perchè convinto che
siano le donne che non amano a dover essere accusate!
Nel duello con Ruggero per la difesa della Francia, non esita a volerlo
ammazzare, anche se sa che devono diventare parenti!
Quando gli danno la possibilità di sapere se sua moglie Clarice gli
è fedele, rifiuta, dicendo che sapere la verità gli farebbe solo
correre il rischio di perdere l'attuale felicità (tanto lui non è
di certo fedele)!
Contro il volere dei genitori, accetta Ruggero come cognato perchè
sa che è un cavaliere in gamba, anche se povero.